Lo Stress delle Professioni legali: Prevenire e Gestire il Burnout. Cenni di psicologia per Giuristi.

Vivere la Professione legale significa abitare costantemente il sentimento di frustrazione e mortificazione, poiché è propria della professione Legale la logica psicologica del dimostrare il torto dell’altro e della ragione propria. Niente di più frustrante di questa tensione continua alla falsificazione altrui.

Se la Società del benessere ci ha finalmente liberati dalla mentalità Cattolica della colpa e dell’errore, se l’idea di Benessere e di Collettività è oramai legata all’idea di Risorse abbondanti e condivise, se viviamo nell’epoca dei gruppi e della condivisione spinta al limite massimo dell’identità pubblica e condivisa, Ecco che la Professione Giuridica perpetra e vive ancora in un’altra logica: quella della Scarsità.

Nella logica della scarsità, infatti, la vita è di singoli individui, che combattono per risorse scarse e non condivisibili, ovvero la Ragione e la Vittoria sull’Altro. Laddove qualcuno mangia, qualcun altro resterà affamato, laddove qualcuno sarà libero e sereno, qualcun altro sarà condannato.

Coloro i quali Difendono una ragione, possono quindi solo combattere da soli e nel caso perdere avendo torto ma anche perdere avendo ragione senza che quest’ultima gli venga resa.

L’Implicazione psicologica di una vita a combattere l’avversario a parole per dimostrarne il torto ha però risvolti pesanti. Il primo si riferisce allo stesso Giurista, che è bel preparato all’esercizio della professione, ma per nulla preparato a difendersi psicologicamente dalle accuse di torto. Formalità, Toni e Tempi della professione legale mettono a durissima prova l’individuo.

Non sorprende infatti che la laurea in giurisprudenza sforni ogni anno il più alto numero di persone che poi non vanno avanti con la professione, e si sentono inadeguate dopo essersi laureate, scoprendo solo da grandi che questa professione non fa per loro.

Lo screditamento della propria ragione è infatti una pesante frustrazione anche personale e questo per due motivi:

  1. Nessuno prepara gli avvocati a separare lavoro da persona, per cui spesso si arriva al burn out: La separazione tra vita e lavoro, minata costantemente dal tono delle arringhe che mettono in dubbio la persona anziché il contenuto della professione, va gestito con molto distacco. L’approccio mentale è dividere in spazi mentali separati tra loro i diversi aspetti della propria vita
  2. Sopportare lo stress lavorativo della professione presume delle soft skills professionali che non si imparano chiacchierando al bar. Esse rientrano nel saper valutare il gap psicofisico tra l’obiettivo da raggiungere e le proprie potenzialità autovalutate in base all’autostima ed al contesto.

Per chi volesse approfondire l’Argomento invito a scrivermi a info@chiaratalamo.it per essere informati sui laboratori di gestione dello Stress.