La violenza psicologica nel contesto lavorativo è un fenomeno spesso nascosto sotto la superficie di
interazioni quotidiane apparentemente normali; è una vera e propria forma di abuso che coinvolge
comportamenti ripetuti e deliberati volti a manipolare, umiliare, intimidire o isolare una persona,
compromettendo il suo benessere emotivo e, talvolta, la sua capacità di lavorare efficacemente.
La violenza psicologica non lascia lividi visibili, ma le sue conseguenze sono altrettanto devastanti
quanto quelle fisiche.
Alcuni esempi? Il superiore che scredita il collega davanti a tutti in riunione, o colleghi che lo escludono
dalle comunicazioni importanti, fino ad arrivare a minacce di demansionamento o licenziamento. Sono tutte forme di manipolazione psicologica che hanno l’obiettivo di minare la fiducia in se stessi della
vittima, fino a indurla a sentirsi incompetente o inadeguata.
Le Conseguenze per le Vittime
La violenza psicologica sul posto di lavoro produce conseguenze profonde sulla vita della vittima.
Dal punto di vista psicologico, lo stress cronico e l’ansia derivanti da un ambiente tossico possono
portare allo **sviluppo di disturbi dell’umore**, attacchi di panico o disturbo da stress posttraumatico (PTSD). La continua esposizione a comportamenti screditanti, svalutanti e manipolativi
altera la percezione di sé, generando un forte senso di **insicurezza** e inadeguatezza.
A livello emotivo, le vittime spesso sperimentano un **calo della propria autostima** e possono
sviluppare una **sindrome dell’impostore**, convincendosi di non essere all’altezza delle proprie
responsabilità lavorative. Questi effetti possono compromettere anche la salute fisica, portando a
malattie psicosomatiche come problemi gastrointestinali, emicranie e disturbi del sonno.
Ma Il costo della violenza psicologica non è limitato al solo individuo, ma si estende all’intero ambiente
lavorativo. Un clima di lavoro tossico danneggia la produttività, aumenta il turnover del personale
e genera un’atmosfera di paura e sfiducia e anche coloro che non sono direttamente coinvolti
subiscono le conseguenze negative.
Come Riconoscere e Affrontare la Violenza Psicologica
Riconoscere la violenza psicologica è il primo passo verso la risoluzione del problema. Alcuni segnali da
tenere d’occhio:
– Svalutazioni continue e ripetute anche di fronte ai colleghi
– Silenzio punitivo
– Esclusione deliberata da riunioni o attività.
– Comunicazioni ambigue o manipolative
– Minacce più o meno velate
Dal punto di vista psicologico, è importante imparare a riconoscere le **strategie manipolative**
utilizzate dai manipolatori relazionali:
– **Love Bombing** quando un superiore o un collega, inonda un collega di attenzioni,
complimenti e gesti di gentilezza esagerati, con l’obiettivo di ottenere la sua fiducia e il
coinvolgimento emotivo.
– **Gaslighting**, che mira a far dubitare la vittima della propria percezione della realtà.
Affrontare questa situazione richiede coraggio e, spesso, supporto esterno.
– **Silenzio punitivo** che consiste nell’evitare intenzionalmente ogni forma di comunicazione
o interazione con una persona come forma di punizione, controllo o svalutazione.
L’approccio breve strategico (come sviluppato da Giorgio Nardone) consente di affrontare la
manipolazione relazionale sul posto di lavoro attraverso interventi mirati e strategici volti ad identifica e
rompere i **circoli viziosi** che mantengono la vittima in uno stato di dipendenza e impotenza.
Tecniche come l’**esercizio del come peggiorare** aiutano la vittima a vedere con maggiore chiarezza
le dinamiche in gioco, spesso evidenziando comportamento più efficaci.
Il supporto psicologico è cruciale per aiutare le vittime a elaborare le esperienze vissute e a ricostruire
la fiducia in sé e la propria autostima
Prevenire la Violenza Psicologica: Una Responsabilità Comune
Le aziende hanno un ruolo fondamentale e possono fare molto nella prevenzione della violenza
psicologica. La promozione di una cultura del rispetto, l’istituzione di procedure chiare per segnalare
abusi, la formazione ed iniziative su temi come le molestie sul posto di lavoro, la parità di genere, la
DE&I, uno sportello di ascolto psicologico sono tutti passi essenziali per creare un ambiente di inclusivo
e che mette al centro la persona con la sua unicità.
La prevenzione necessità di una **sensibilizzazione collettiva**, consapevolezza e azioni concrete volte
a favorire il benessere individuale ed organizzativo.
Questo Articolo è tratto dall’interessante Bibliografia di Marina Crespi, Fondatrice del metodo RAISE®