Chiedere ad uno Psicologo del lavoro di esserci di aiuto. Quando, come e perché?

Il lavoro è una delle cause più frequenti di malessere psico-fisico. Cambiare ruolo, azienda o percorso di vita non è facile da soli. Sarebbe come farsi una domanda e avere già la risposta, ma quella sbagliata!

Molte volte pensiamo di avere dei problemi psicologici personali, ed invece è solo il lavoro a farci stare male. Relazioni di lavoro, condizioni che dobbiamo gestire per svolgerlo, ambiente lavorativo, isolamento psicologico dovuto al lavoro da casa, e ancora di più la gestione del tempo famiglia-professione.

Ore della nostra vita che andrebbero passate bene, con energia leggerezza e sentendoci realizzati. Laddove il lavoro non ci piace dovrebbero almeno piacerci le relazioni che abbiamo coi colleghi, o il guadagno, o l’ambiente organizzativo.

Non è scontato avere del malessere lavorativo, e non riuscire a identificarne le cause.

Non è immediato avere cattivi rapporti lavorativi e riuscire a migliorarli.

Non è semplice voler cambiare lavoro e sapere come trovarlo.

Non è esaltante essere fermi o senza lavoro e trovare la forza di rialzarsi.

Non è lineare la trasformazione da manager a mamme manager!

Da soli non si può avere tutta la vitalità che serve a risolvere un problema che ci si è creato.

Persone e colleghi che stanno con noi sono parte del problema e non possono aiutarci. Ecco perché lo “stimolo” intellettuale di un confronto diretto e concreto con uno Psicologo del lavoro può dare il via ad un processo di cambiamento virtuoso.

La Psicologia del lavoro è la Disciplina che offre una spiegazione di ciò che sta dietro ai Comportamenti organizzativi, che racconta di quali processi governano le nostre relazioni professionali, che frenano o fanno decollare le persone nella loro carriera.

Lo Psicologo del lavoro collabora col singolo manager, o con l’azienda. Partendo dallo Studio del Malessere organizzativo o manageriale, ne disegna i sintomi, ne delinea le possibili cause, arriva a dare un nome agli stati d’animo ed alle situazioni legate a ciò che non va ed infine programmarne il cambiamento, in un’ottica strategica e relazionale: persone e personaggi da cambiare, carriera da rivedere, organizzazione da riprogettare, Ruoli e legami di potere da autorizzare. 

Grazie alla Psicologia del lavoro abbiamo Strumenti e risposte per leggere ciò che non  funziona nella relazione tra noi ed il lavoro. Siamo nel posto Sbagliato o dobbiamo noi cambiare atteggiamento? L’Organizzazione deve ridisegnare i Rapporti di potere o la Cultura su cui basa gli stessi rapporti? Come fare a cambiare l’andamento della nostra carriera? vogliamo davvero crescere o solo uscire da un luogo Critico? la risposta a questi quesiti è si soggettiva ma va guidata da chi può veramente farci arrivare ad una risposta concreta. 

La Psicologia del lavoro, non ha nulla a che fare con il Coaching, perché è una Laurea Magistrale, comprende lo Studio approfondito della Clinica Psicologica, della Psicologia Sociale, delle Organizzazioni, del Lavoro in tutte le sue logiche Psicologiche, Professionali, Sociali.